7 Marzo 2016.
Il progetto HdueO, volto a sviluppare acquaticità nei diversamente abili con progressivo inserimento nel mondo dello sport attivo, si è concluso nei migliori dei modi; i ragazzi prescelti per questa strutturata iniziativa, creata in stretta collaborazione fra la W.Bottigelli ed i competenti Assessorati del Comune di Piacenza, hanno vissuto un’esperienza bellissima dove l’acqua ha permesso loro di vivere liberamente il proprio mondo interiore che, molto spesso, i protocolli già strutturati di riabilitazione non riescono a far emergere in forma completa e totalmente appagante.
La sfida, in effetti, era proprio quella di destrutturare l’attività in acqua “codificata” che i ragazzi vivono nei percorso riabilitativi.
In particolare è stato meraviglioso vedere un ragazzino tetraplegico con pochissime risorse cognitive vivere in autonomia e piacere l’acqua e riuscire a stare in posizione verticale (situazione che normalmente non vive), divertendosi per la nuova percezione di se’ e dell’ambiente acquatico, direttamente vissuto e non ordinariamente subito.
Il progetto ha attirato le attenzioni della FIPSAS (Federazione nazionale di subacquea), tanto che all’ultimo incontro è entrato in acqua anche il Vicepresidente della Federazione, Paolo Tealdo, che ha condiviso con noi le innovative metodologie e gli strumenti posti a supporto dei nostri ragazzi.
Il progetto HdueO, volto a sviluppare acquaticità nei diversamente abili con progressivo inserimento nel mondo dello sport attivo, si è concluso nei migliori dei modi; i ragazzi prescelti per questa strutturata iniziativa, creata in stretta collaborazione fra la W.Bottigelli ed i competenti Assessorati del Comune di Piacenza, hanno vissuto un’esperienza bellissima dove l’acqua ha permesso loro di vivere liberamente il proprio mondo interiore che, molto spesso, i protocolli già strutturati di riabilitazione non riescono a far emergere in forma completa e totalmente appagante.
La sfida, in effetti, era proprio quella di destrutturare l’attività in acqua “codificata” che i ragazzi vivono nei percorso riabilitativi.
In particolare è stato meraviglioso vedere un ragazzino tetraplegico con pochissime risorse cognitive vivere in autonomia e piacere l’acqua e riuscire a stare in posizione verticale (situazione che normalmente non vive), divertendosi per la nuova percezione di se’ e dell’ambiente acquatico, direttamente vissuto e non ordinariamente subito.
Il progetto ha attirato le attenzioni della FIPSAS (Federazione nazionale di subacquea), tanto che all’ultimo incontro è entrato in acqua anche il Vicepresidente della Federazione, Paolo Tealdo, che ha condiviso con noi le innovative metodologie e gli strumenti posti a supporto dei nostri ragazzi.




